content strategist Ideanda 2021

Progetto Ideanda 2021: intervista a Vera Prada

Mi piacciono i romanzi che raccontano storie di intrecci, coincidenze e ritorni, e talvolta mi rendo conto che la realtà è fatta proprio di questo. Com’è capitato con Vera: l’ho conosciuta via Instagram grazie al mio challenge Sementis (ti ricordi? Una settimana di spunti per scoprire o riscoprire la tua unicità, sto pensando di ripeterlo con nuovi prompt ; ), ed ora eccola qui nella veste di una delle 12 protagoniste del mio Progetto Ideanda 2021!

A Vera piace raccontare storie e lo fa a mio avviso in modo coinvolgente, poetico e magico. E’ content strategist e giornalista, non poteva mancare all’interno di Ideanda 2021 poichè ti darà dritte interessanti per farti raccontare la tua storia. Puoi conoscerla meglio attraverso questa intervista!

Ti piace raccontare storie: com’è nata questa tua passione?

Credo sia nata con me. Da sempre parlo tantissimo e raccontare, il più delle volte gesticolando, ha sempre fatto parte di me. Ho scritto la mia prima storia a undici anni. Eravamo in vacanza con la mia famiglia, in campeggio, e mio fratello, che ha cinque anni meno di me, non riusciva a dormire. Così, presi un quadernino dalla copertina blu e ogni pomeriggio scrivevo una storia che potessi leggergli la sera stessa. I suoni del bosco, la luce della torcia e le lenzuola sopra la testa, completavano la magia. 

La magia e la meraviglia sono ciò che rende una storia memorabile. Anche oggi, che raccontare storie è il mio lavoro, ricerco costantemente questi spunti di meraviglia. Li cerco nel mondo e li infilo nelle storie, perché possano lasciare anche gli altri a bocca aperta e con gli occhi sognanti.

Tutte abbiamo una storia da raccontare, la nostra! Eppure non sempre riusciamo a farlo come vorremmo. Come riesci a farci comunicare proprio la nostra unicità?

Mi sono data un metodo. Mi è sempre piaciuto analizzare e pianificare: al punto da essere diventata il punto di riferimento per i viaggi e gli eventi delle amiche, nonchè dipendente da Ideanda, lo sai. Ho studiato sociologia  e, oltre a occuparmi di brand storytelling e content strategy, sono anche giornalista. Dal questo background ho estrapolato gli strumenti per entrare veramente in contatto con la storia di chi ho davanti. È un lavoro che amo fare insieme alla persona, o alla realtà, proprietaria di quella storia. Ciascuna di noi, in fondo, conosce la propria unicità, ma spesso non conosciamo le parole per raccontarla. Il mio lavoro consiste, anzitutto, nel far prendere consapevolezza che quella unicità c’è, è presente, esiste, batte sotto la pelle; che ha un nome, un colore, un ritmo, una voce. E poi di andare alla ricerca delle parole giuste per raccontarla.

Da qui, poi, parte il mio momento preferito: quello della strategia che ci porterà a raggiungere il tuo obiettivo. Il mio motto è che c’è sempre qualcosa da dire al riguardo di qualunque cosa. A patto che tu ne sia consapevole e che conosca le parole per farlo. Il come, la strategia, è il passo successivo. Insieme capiamo, una volta stabilito chi sei e perchè sei unica, come raccontarlo alle altre persone. Tra me e te si instaura un rapporto di fiducia e complicità unico ed è questo l’aspetto che mi piace di più del lavoro con le donne imprenditrici, artigiane e freelance, che con le realtà più grandi, come le aziende, non riesco a ritrovare. Le persone hanno bisogno di fidarsi, prima di affidarsi. E questo vale lato cliente finale, ma ancor prima nel rapporto tra me e chi mi sceglie per raccontare la sua storia. 

 Quali aspetti della nostra storia dobbiamo imparare a considerare per creare uno storytelling che colpisca al cuore?

La persona a cui la stai raccontando. La storia che racconti smette di diventare pienamente tua nel momento stesso in cui le dai voce. Affinchè il proprio storytelling, di brand o di prodotto, sia efficace, la narrazione deve essere orientata alle persone che la ascolteranno, cioè al tuo audience, alla tua o al tuo cliente finale. Parte del mio lavoro consiste proprio nel capire, insieme, chi ti ascolterà e quali sono gli spunti di meraviglia che la lasceranno a bocca aperta.

I social sono molto importanti per chi è freelance o libera professionista, ma per una recente mia esperienza personale (Instagram mi ha bloccato 2 volte in un mese, senza fornirmi spiegazioni) suggerirei di puntare sul proprio blog e sulla newsletter: come possiamo utilizzare questi mezzi per raccontarci?

Blog e newsletter sono due strumenti che dovrebbero, a mio parere, vivere in armonia. Oggi tutte noi riceviamo talmente tante comunicazioni via email che molte persone creano un account ad hoc solo per le newsletter a cui dedicano attenzione, poi, una mattina alla settimana. Una volta c’era il giornale di fianco al caffè della domenica, ora c’è la newsletter di Chiaridee. Il blog, nato come strumento di racconto autonomo, oggi spesso accompagna siti la cui finalità è vendere un prodotto o un servizio. Facendo un passo indietro, il rapporto tra blog e newsletter era funzionale al fatto che la newsletter fosse lo strumento per portare visibilità al blog, e per estensione al nostro sito,  che più ottiene visite, meglio vive su Google.

Lasciando perdere la logica degli algoritmi, che comunque è bene conoscere, potrei dire che oggi possiamo scegliere. Esistono newsletter bellissime che raccontano senza promuovere niente, se non, magari, alla fine, e blog che vivono benissimo insieme a Instagram. Come fare questa scelta? Ovviamente, ricollegandomi alla domanda che hai fatto prima, conoscendo bene le persone a cui stiamo parlando. Come amano passare la domenica mattina quelle persone? Vicino al caffè tengono un libro o lo smartphone? Una volta che conosci il tuo pubblico, puoi scegliere anzitutto se tenere un blog e una newsletter: se le tue clienti vivono solo su Instagram e TikTok, molto meglio concentrare le proprie energie su post, video e dirette. Se invece scopri che il tuo pubblico ama leggere quello che scrivi, allora buttati, ma con il salvagente: anzitutto, chiedi, se potrebbero essere interessate a ricevere tue notizie ogni settimana o ogni mese e su quali argomenti. Prendi i primi invii come test, prova a vedere quanto leggono e fino a dove e, piano piano, raggiungerai una forma, quasi, perfetta. Lato blog, lo stesso, puoi utilizzare la formula delle rubriche per aiutarti a capire cosa interessa al tuo pubblico, se un approfondimento sul tuo lavoro o se il racconto di quello che vivi e quello che pensi. Puoi provare a promuovere ogni singolo contenuto sia sui social sia sulla newsletter, in modo tale da renderti conto di quale sia la coppia davvero vincente per te. 

Ci dai qualche consiglio pratico per realizzare un bel racconto di ciò che siamo e di ciò che facciamo?

Parafrasando un proverbio conosciuto: la coerenza non è mai troppa. Il nostro cervello tende a farci sentire al sicuro di fronte a qualcosa di cui capiamo il senso; e, al contrario, tende a farci diffidare nei confronti di qualcosa in cui sono evidenti dei cambi di direzione repentini e continui. Mantenere coerenza nel proprio racconto è fondamentale perchè sia efficace. Nel mio lavoro io parto sempre dal lavoro creativo sulle identità e personalità di brand e lascio una toolbox a ciascuna persona con cui lavoro, da tirare fuori a ogni nuovo lancio o a ogni nuovo piano editoriale per non perdere mai il filo del discorso. Mi sento di consigliare la stessa cosa: trova la tua unicità e rimanile fedele. Con questo non voglio dire non vi rinnoverete mai più. No. Contrariamente a quello che può sembrare, la coerenza è amica della novità e della creatività. È ciò che ti permette di cambiare davvero, restando però fedele ai tuoi valori e a quella che sei. Questo è ciò che conta in un racconto di brand, che sia personal branding o storytelling di prodotto: che tu rimanga fedele a te stessa.

Trova le parole migliori per raccontarti. Conosci il più possibile il tuo pubblico. Scegli i canali migliori per far sapere a tutte e tutti le tue novità. Scopri quali sono gli spunti di meraviglia nella tua realtà e seminali con gioia. E non smettere mai di fare quello che piace di più a te: se hai lavorato bene, sarà anche ciò che piace di più anche al tuo pubblico. 

Quali strumenti utilizzi per organizzare il tuo lavoro? Cartacei o digitali? Hai un’agenda?

Il grosso del lavoro, devo essere sincera, lo fa la mia testa. Sono una persona che si ricorda tutto e che ha bene in testa quello che deve fare e quello che viene dopo. Uso gli strumenti per pensare meglio più che per organizzare veramente il mio lavoro. Li scelgo di carta, perchè per me scrivere con la penna su un supporto analogico è un momento di riflessione e di rielaborazione del vissuto e del pensiero. Molte idee nascono mentre appunto deadline e to do list sull’agenda. Mi piace averne due, un’agenda per gli impegni personali e un planner per le cose da fare a livello lavorativo. L’agenda viene con me dappertutto, il planner abita sulla mia scrivania, di fianco al computer.

Come immagini la tua agenda ideale?

La immagino di carta, non più grande della metà di un foglio e con tanto spazio per scrivere, per prendere appunti e per annotare le idee. Amo la vista settimanale, perchè mi permette di mantenere un approccio fluido agli impegni che per me è l’unico modo per portarli a termine entro quando mi sono prefissata. Mi piacerebbe, però, che avesse sempre visibile anche la vista annuale, non solo perchè così ho sempre sott’occhio il calendario completo, ma soprattutto perchè posso proiettare più facilmente me stessa e i miei obiettivi nel futuro

Sei ufficialmente entrata a far parte del team dell’agenda Ideanda 2021 di Chiara: cosa ti ha convinto a partecipare al progetto?

Sicuramente l’invito da parte di Chiara: ci siamo conosciute sui social da poco e in particolare durante il suo Sementis, che ho trovato veramente molto sfidante e arricchente. Ho sentito subito un’affinità con il suo impegno nel fare rete e nello stabilire legami con altre donne, freelance, imprenditrici e artigiane che, come lei, come me, cerchiamo di realizzare i nostri progetti investendo in primis su di noi. Pianificazione e girl power: come avrei potuto dire di no?


Grazie mille Vera, è stato un piacere conoscerti attraverso Sementis: hai visto dove ci ha portato?

Puoi conoscere meglio Vera sul suo feed Instagram, sulla sua pagina Facebook o sul suo blog.

Trovi la diretta con Vera sul mio profilo Instagram: abbiamo preparato anche un freebie molto utile per te!

Ti sei persa le altre interviste e le dirette per iol Progetto Ideanda 2021? Niente paura, le puoi recuperare qui:

Intervista a Elisa Lattuca, consulente d’immagine / Diretta con Elisa Lattuca, 23 giugno 2020

Intervista a Elisa Serrau, web designer / Diretta con Elisa Serrau, 7 luglio 2020 (c’è anche la seconda parte!)

Intervista a Federica Quaglia, copywriter / Diretta con Federica Quaglia, 21 luglio 2020

Intervista a Roberta Creazzo, social media coach / Diretta con Roberta Creazzo, 4 agosto 2020 (c’è anche la seconda parte!)

Intervista a Silvia Usai, consulente di marketing / Diretta con Silvia Usai, 8 settembre 2020

Intervista a Mara Magrini, assistente virtuale / Diretta con Mara Magrini, 22 settembre 2020

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